

Nothing big, I had time to kill so this is just something I decided to make when I saw that I had a...
Cummunity garden at “Place au Changement”, Saint-Étienne, France.
Collectif ETC, has designed a 670m2 public space in...
Da qualche anno sono apparsi sulla nostra tavola, nelle nostre ricette e sempre più spesso siamo proprio noi a curare la loro crescita. Parlo dei germogli, alimento fondamentale nell’alimentazione dei crudisti e non solo. I germogli sono i semi germogliati di legumi, cereali e vegetali. Costituiscono un importante apporto vitaminico, di fibre e minerali essenziali per seguire un regime alimentare sano ed equilibrato. I germogli di cereali e legumi sono i più utilizzati e ottimi da utilizzare a crudo come ad esempio nelle insalate, sandwich e primi piatti.
E’ importante ricordare che i germogli producono un grande apporto nutrizionale e sono ricchi di principi nutritivi e proprietà antiinfiammatorie e ricostituenti. Sono una grande prevenzione e protezione per il nostro organismo e per le nostre difese immunitarie. Contengono infatti enzimi, oligoelementi, vitamine e aminoacidi essenziali. In particolare i germogli contengono Vitamina C e B12 utile per evitare carenze di ferro qualora si segua una dieta vegetariana. Per contrastare l’assunzione inconsapevole di additivi chimici, conservanti e coloranti presenti nel cibo che utilizziamo nella nostra alimentazione è essenziale includere l’utilizzo dei germogli.
Coltivarli è semplicissimo. Scegliamo quali semi comprare, ogni seme ha il suo sapore e i suoi principi nutritivi. Bisogna mettere i semi in un barattolo di vetro con l’imboccatura larga, tenerli a bagno per una notte proteggendoli dalla luce con un coperchio o canovaccio. E’ necessario lavarli per 2-3 volte al giorno (scolandoli ogni volta) o fino a quando non saranno germogliati . Dopo un paio di giorni i germogli saranno usciti dal seme e saranno pronti per essere mangiati.
Eccovi una semplice ricetta:
Sformato di patate con germogli di lenticchie
Ingredienti: una manciata di germogli di lenticchie, 500 gr di patate, 60 gr di parmigiano reggiano, prezzemolo, basilico, erba cipollina, sale marino, olio extravergine d’oliva.
Lessare le patate, tagliarle a fette e disporle in una pirofila unta con un po’ d’olio. Metterci sopra le erbette tritate, il formaggio a scagliette e i germogli. Salare e passare in forno a calore medio per 15 minuti.
Ilary Ionata
Video realizzato da Marika Cappella,in collaborazione con l’Università di Urbino. Il prodotto che viene realizzato per questo lavoro è un liquore chiamato Cherry.Lo Cherry è un liquore realizzato da generazioni, l’intervistata infatti ricorda quando la nonna le insegnò la preparazione.
Video realizzato da Giulia Domeniconi,in collaborazione con l’Università di Urbino. Per l’intervista svolta in occasione di questo progetto, ha scelto un ragazzo di Savignano sul Rubicone, un piccolo paese in provincia di Cesena che, insieme alla sua famiglia da una decina d’anni o poco più si occupa della produzione autonoma di vino.
Cowbird lanciato nel dicembre 2011 dal genio di Jonathan Harris, americano fra i primi “data artist”, viene descritto come “una piccola community di storyteller, di cantastorie focalizzata su un modo di raccontare più profondo, duraturo, personale”.
Un vero e proprio diario, dove c’è l’opportunità di raccontare e di raccontarsi: ogni racconto diventa spunto per le storie di altri utenti, in un intreccio di esperienze. L’esperienza quotidiana viene raccontata ricorrendo a parole, immagini, file audio.


Una storia in Cowbird è una foto accompagnata da un testo scritto di lunghezza non stabilita ed eventualmente da un contenuto audio, per lo più un testo recitato.
Le storie vengono catalogate per data, luogo e tag, così da poter essere facilmente rintracciabili dagli utenti. La novità assoluta rispetto agli altri social network è la possibilità di dare vita a “catene” di storie, “saghe” che nascono dagli scambi e dalle interconnessioni tra gli utenti.
Per potersi iscrivere è necessario accedere su invito oppure scrivere al team e spiegare che tipo di storie si vogliono raccontare: il team promette di leggere tutte le richieste e di rispondere entro qualche settimana.
Le storie possono essere dedicate, tutto ciò in controtendenza rispetto alla materialità della società contemporanea. Il tutto si fonda sul mito della comunicazione autentica, divenuta sempre più difficile nell’era dei social network.
Cowbird é pensato come un luogo per prendersi del tempo visto che abbiamo a che fare con una continua sintesi e compressione del linguaggio dove tutto si espone velocemente e subito. Una provocazione agli asettici tweet?
Il nuovo social network ha come intento quello di far emergere la creatività degli utenti. Si pone come alternativa a tutti i social network che ben conosciamo, infatti non vi è limite di caratteri.
Visto dal mondo dei foodies , questa nuova realtà è in grado di porre nuova enfasi sulle fasi della preparazione dei piatti, con la calma e la passione che meritano, prendendo le distanze dal paradigma del ‘fast food’, dove tutto è preparato e consumato di fretta e chi lo prepara rimane nell’anonimato. Anche i piatti più semplici hanno una storia da raccontare e una semplice foto può racchiudere molto più di quel che si immagina.
Troveremo il tempo per iniziare di nuovo ad andare in profondità negli argomenti? Probabilmente dovremo prima ricominciare ad ascoltarci.
Maila Palma
Sarà che le mode ritornano, sarà che la crisi ci ha portato a riflettere sui nostri consumi, sarà che abbiamo sviluppato una nuova consapevolezza sui prodotti alimentari che acquistiamo e consumiamo, sta di fatto che sempre più persone migrano dalle grandi città, in cui vivono e lavorano, per dedicarsi ad uno stile di vita completamente diverso.
Stanchi dello smog, allergici al traffico, sfiniti da ore di lavoro trascorse in ufficio molte, anzi moltissime persone, hanno deciso di dire basta ad una vita sempre di corsa, divisa tra mezzi di trasporto, lavoro e poco tempo libero. Anziché coltivare qualche piantina sul terrazzo, erbe aromatiche e spezie in casa, hanno deciso di trasferirsi in campagna e di dedicarsi a tempo pieno alla cura di un orto.
Una scelta sempre più frequente fatta di sacrifici e tanta buona volontà. Un cambiamento radicale che un po’ spaventa ma che non lascia spazio all’indecisione, anzi sostiene e rafforza la voglia di cambiamento e la passione per un “posto al verde”.

Foto: Mauro Mazzacurati
La campagna, la natura in genere ha i suoi ritmi e tempi che queste persone hanno imparato a conoscere ed amare. Si vive di ciò che si coltiva, si fanno sacrifici che vengono ampiamente ripagati da una tranquillità quasi surreale rispetto alla vita metropolitana, da cibo sano, dalla natura. Si vive con pochi soldi al mese ma che importanza ha se il necessario, ciò di cui si ha veramente bisogno, è lì a portata di mano?
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